Piede largo o piede stretto: come scegliere la scarpa da ballo

Prendi la tua taglia di sempre, la provi, e qualcosa non torna: dopo dieci minuti il bordo della tomaia lascia un segno sull'avampiede, oppure il tallone sale a ogni passo e nei giri il piede si sposta di lato. Non è quasi mai la taglia sbagliata. È la larghezza.

La taglia dice la lunghezza, non la larghezza

Il numero che porti descrive quanto è lungo il tuo piede, non quanto è largo. Due piedi da 38 possono avere una circonferenza dell'avampiede molto diversa, e la scarpa da ballo se ne accorge prima di qualsiasi altra calzatura: a ogni passo il peso si sposta in avanti, l'avampiede si allarga sotto carico e la tomaia deve accompagnarlo senza stringere e senza lasciarlo scappare.

C'è anche un fattore di orario. Il piede a fine giornata è più gonfio di quanto sia la mattina, e una serata di ballo lo gonfia ancora. Una scarpa provata alle nove del mattino può risultare stretta a mezzanotte.

Come capire da che parte stai

Prima di cambiare numero, guarda i segnali. Sono diversi fra loro e non si confondono.

  • Piede largo: il bordo della tomaia segna la pelle dopo pochi minuti; la fascetta arriva all'ultimo foro ed è tesa; senti l'osso dell'alluce premere lateralmente; il piede sborda in modo visibile dal sottopiede.
  • Piede stretto: il tallone si alza a ogni passo; devi stringere il cinturino al massimo perché la scarpa stia ferma; l'avampiede si muove di lato nei giri; a piede fermo la tomaia fa pieghe vuote.
  • Prova sempre in piedi e con il peso su una gamba sola, non da seduta: è la posizione in cui ballerai.
  • Prova con la calza che userai davvero. Una calza velata e un calzino di cotone non occupano lo stesso spazio.
  • Prova la sera, o comunque dopo qualche ora in piedi, non appena alzata.

Se il piede è largo

La regola più importante è quella che si tende a ignorare: non salire di una taglia per guadagnare larghezza. Allunghi la scarpa senza allargarla, e in cambio ottieni un tallone che scivola e un appoggio instabile proprio nei giri, cioè dove serve di più.

Funziona molto meglio lavorare sul modello. Un sandalo con fascette regolabili si adatta dove una tomaia chiusa non può cedere, perché lì la larghezza la decide la fibbia e non il taglio. Sui materiali vale una distinzione semplice: camoscio, raso seta e tessuto seguono il piede più di una vernice o di un laminato, che restano rigidi. Il modello Intrigo 780, sandalo da donna in camoscio nero, appartiene a questa famiglia: camoscio, plateau e fondo da scegliere fra gomma e bufalo.

Il plateau, dove c'è, aiuta per un motivo geometrico: riduce l'inclinazione fra tallone e avampiede, quindi a parità di altezza del tacco sull'avampiede grava meno peso. Se la larghezza è il tuo problema, è una differenza che si sente.

Se il piede è stretto

Qui il rischio opposto è scendere di numero per stringere: le dita finiscono contro la punta e il problema si sposta invece di risolversi. La strada giusta è cercare sostegno.

Una calzata chiusa o accollata avvolge il collo del piede e tiene la scarpa in asse molto meglio di un modello scoperto: la CAMILA Superb L13, accollata, in raso seta nasce con questa forma. Il cinturino alla caviglia, poi, non è un dettaglio estetico: su un piede stretto è ciò che impedisce al tallone di uscire. Se un modello lo prevede, tienilo.

Una nota sul tacco. Su un piede stretto un tacco a rocchetto, che appoggia su una base più ampia, dà in genere più stabilità di uno spillo alla stessa altezza. Non risolve la calzata, ma toglie una variabile mentre impari a stare sull'avampiede.

Le punte da danza classica sono un caso a parte

Nella danza classica la larghezza non si deduce: si sceglie. Le Grishko Elite si ordinano indicando tre parametri distinti, taglia, pianta (XXX o XXXX) e durezza (M, H, SH). È il modo in cui andrebbe scelta ogni scarpa, se il mercato lo permettesse; nella maggior parte dei modelli da sala, invece, la larghezza va governata con la forma e con la chiusura.

Nel dubbio, chiedi prima di ordinare

Le nostre scarpe si fanno su ordinazione, una alla volta: non è un ritardo, è lavorazione artigianale, e vuol dire che conviene chiarire la calzata prima e non dopo. Scrivi a info@wishdanceshop.com o su WhatsApp al +39 349 231 5150 indicando la taglia che porti di solito e il modello che ti interessa: ti diciamo quello che sappiamo di quel modello prima che tu ordini.

Se stai scegliendo il primo paio, parti da come si sceglie il primo paio di scarpe da ballo; se invece il dubbio è sul fondo, la guida alle suole in bufalo, gomma e cuoio spiega che cosa cambia in pista.

Per vedere i modelli: scarpe da ballo donna, sandali da ballo e punte da danza classica.

Back to blog