Scarpe da cerimonia che si possono ballare: come sceglierle
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Al matrimonio di un amico, alle nozze d'oro dei genitori, alla festa di laurea: il momento in cui parte la musica arriva sempre. E quasi sempre arriva dopo cinque ore passate in piedi con una calzatura scelta per l'abito, non per la pista. Il finale è noto: si esce dopo due giri di valzer, oppure si balla scalzi con le scarpe abbandonate sotto il tavolo. Eppure non serve rinunciare all'eleganza per poter ballare: serve controllare tre o quattro cose prima di comprare.
Perché una scarpa da cerimonia comune non regge la serata
Il primo problema è il fondo. Le suole da cerimonia sono quasi sempre pensate per camminare su un marciapiede, non per ruotare su un parquet. Una suola in gomma spessa fa presa e blocca il piede a metà giro: è il modo più rapido per storcere una caviglia. Una suola in cuoio nuovo e non trattato fa l'opposto e scivola sul lucido di una sala. In entrambi i casi il piede non gira quando dovrebbe, e il corpo compensa con la schiena.
Il secondo problema è il fissaggio. Una décolleté senza cinturino sta al piede finché si cammina, non quando si salta o si fa un cambio di peso rapido. Il terzo è la struttura: una calzatura da cerimonia leggera, senza rinforzo, cede lateralmente dopo poche ore. Nessuno di questi tre difetti si vede in negozio: si scoprono tutti alle undici di sera.
I cinque controlli da fare prima di comprare
- Il fondo. Chiedi sempre di che materiale è la suola. Cuoio o bufalo scivolano il giusto su parquet e ceramica; la gomma va bene se la festa si tiene su un pavimento ruvido o all'aperto.
- Il fissaggio. Cinturino alla caviglia, fascette incrociate o allacciatura: qualunque sistema che tenga il tallone fermo senza stringere.
- L'altezza del tacco. Non quella che ti piace di più, quella su cui riesci a stare cinque ore. Se non balli abitualmente con il tacco, scendi di una misura rispetto all'istinto.
- La forma della punta. Punta troppo affusolata più cerimonia lunga è la combinazione che fa male per prima. Una punta tonda o leggermente squadrata lascia spazio alle dita.
- La calzata. Una scarpa da ballo si prova a fine giornata, quando il piede è più gonfio: è la condizione in cui la userai davvero.
Uomo: mocassino o stringato
Per un uomo la scelta si riduce quasi sempre a due famiglie. Il mocassino si infila e si toglie in un secondo ed è la scelta più comoda per una serata lunga, ma tiene il piede solo con la tomaia: se il collo del piede è basso, tende a muoversi. Lo stringato risolve esattamente quel punto, perché l'allacciatura si regola sul piede e lo blocca. Se la cerimonia prevede un ballo di apertura, lo stringato è la scelta più prudente; se prevede soprattutto tavolo, brindisi e qualche pezzo veloce a fine serata, il mocassino è sufficiente. In tutti i casi vale la regola del fondo: una suola pensata per ballare cambia la serata più del modello.
Il dettaglio che completa l'abito: il cappello
Nelle cerimonie con un codice di abbigliamento più costruito, il cappello in feltro chiude l'insieme meglio di qualsiasi altro accessorio. Due modelli coprono quasi tutte le occasioni: il TRILBY in feltro di lana nero, tesa stretta in stile anni Sessanta, fascia nera e fodera interna in raso, adatto a un abito asciutto; e la Fedora in feltro di lana nero, tesa larga, fascia nera abbinata e foderino in raso, più formale. Sono entrambi disponibili e si abbinano a un abito scuro senza rubargli la scena.
Quando ordinare, e perché conta
Le nostre calzature si fanno su ordinazione: ogni paio viene montato dopo l'ordine, ed è il motivo per cui si può scegliere il fondo e la misura reale invece di adattarsi a ciò che resta in magazzino. Ne abbiamo parlato in perché una scarpa da ballo si fa su ordinazione. La conseguenza pratica è una sola: una scarpa per una cerimonia non si compra la settimana prima. Ordinala con anticipo e, appena arriva, indossala in casa per qualche ora, così il giorno della festa non è la prima volta che la porti. Se è anche il tuo primo paio con il tacco, parti dalla guida al primo paio.
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